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«Sto leggendo un libro e a ogni pagina ti penso. Ti ci vedo proprio, ecco.»
Me lo dice un giorno Barbara, cliente affezionata di Bookbank.
Mi ha stupita questa frase perché Barbara, nonostante siano anni che frequenta la libreria, è sempre molto discreta e infatti, mentre me la dice, arrossisce anche un po'. Poi cambia argomento. Parliamo di libri (altri), di film e, prima di andare via, mi lancia il titolo, quasi a scusarsi di non averlo preso da me, quel libro. Ma del resto come avrebbe potuto? Era appena uscito.
Incuriosita l'ho comprato e letto nel giro di tre giorni.
Barbara aveva ragione.
La prima luce del mattino di Mauro Faggiani racconta un viaggio, ma soprattutto racconta persone. Persone che partivano da Montereggio con una gerla piena di libri sulle spalle e attraversavano paesi, montagne e città portando storie dove una libreria non c'era. Mentre leggevo continuavo a pensare alla mia roulottina. Lei è ancora lì che aspetta di partire davvero, ma nella mia testa ha già macinato chilometri, si è fermata nelle piazze, ha aperto le sue finestrelle e ha fatto nascere conversazioni tra sconosciuti con un libro in mano.
Così nella mia settimana di vacanza ho deciso di andare a cercare quei luoghi: Montereggio, Mulazzo Pontremoli, Equi Terme, insomma a zonzo per la verde Lunigiana.
Ho camminato per vicoli silenziosi, parlato con persone che hanno ancora il tempo di raccontare una storia, visitato luoghi dove i libri non sono semplicemente oggetti, ma fanno parte del paesaggio. E più passavano i giorni, più mi rendevo conto che quell’idea di trasformare la vecchia roulotte di Giovanni in una libreria ambulante non era poi così stramba.
Loro partivano con una gerla sulle spalle, io sogno di partire con una roulotte agganciata all'auto, loro attraversavano l'Italia a piedi, io probabilmente mi perderò dietro a qualche indicazione sbagliata del navigatore… Ma il desiderio mi sembra identico: portare i libri incontro alle persone, fermarsi in una piazza, scambiare due parole, lasciare una storia e ripartire. Certo, è diverso il modo, è diverso il mezzo, anche le possibilità sono diverse (so di avere un grande privilegio) eppure la direzione per me è quella.
Sono tornata da quel breve viaggio con una valigia piena di libri e idee. Buffo, pensavo di essere partita per conoscere un posto nuovo e invece sono rientrata con la sensazione di aver capito un po' meglio da dove arriva il mio modo di fare la libraia.
Il mio gesto ribelle? Continuare a credere che i libri siano fatti per viaggiare. Io una gerla non ce l'ho. Ho una vecchia roulotte, fa meno fatica alla schiena, ma pesa esattamente allo stesso modo. Forse era questo che Barbara aveva visto tra quelle pagine… Io ci ho messo un viaggio intero per capirlo.
Ps: consiglio quei posti, anche se non siete librai, hanno un fascino meraviglioso… e soprattutto gente stupenda. |