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Era la notte più lunga dell’anno.
Cioè so benissimo che quella scientificamente provata è il 21 dicembre – solstizio d’inverno – ma per noi era quella notte lì: la notte di Santa Lucia.
Nei giorni precedenti iniziava un rituale che oggi mi sembra quasi antico: la letterina scritta (e fare le prove di bella grafia altrimenti se non capisce cosa c’è scritto…), poi facevamo a gara a chi lucidava meglio le scarpe (io le odiavo le mie scarpe ortopediche, ma non in quella notte), si cercavano i biscotti, la tazza per il latte, le carote e la ciotola di acqua per l’asinello. E poi ci si infilava il pigiama e via a letto, senza discutere e senza litigare: eravamo buonissimi tutto il giorno.
E poi… e poi al mattino era magia. Che quando ci penso mi commuovo ancora adesso.
Quel secondo esatto in cui mi svegliavo col cuore in gola (sarà passata? Avrà capito?) e correvo in sala mano nella mano tra Ivonne e Matteo, ancora con gli occhi stropicciati dal sonno aprivo la porta e… No, certe emozioni io non ci riesco proprio a descriverle: ci sono emozioni che vivono solo nell’attesa, in quel momento sospeso in cui il mondo è ancora possibile.
Forse è per questo che oggi, in mezzo a Black Friday, countdown e consegne-lampo, mi chiedo se esista ancora un po’ di quella magia. Fuori tutto corre, lampeggia, pretende fretta. Il Natale rischia di essere consumato prima ancora di essere vissuto, e la meraviglia si perde nel rumore.
In Bookbank, invece, il tempo non scappa: si siede accanto a te. Qui i regali non si afferrano al volo, si ascoltano. Continuiamo a credere che ogni dono meriti una storia, non uno scontrino veloce. Tra gli scaffali vive una magia più silenziosa, quella che non fa promesse-lampo ma si nasconde nelle mani che cercano il libro giusto, negli occhi che brillano quando lo trovano.
Forse preparo le BBbox con la stessa cura con cui preparavo le scarpe per Santa Lucia: quella voglia di sorprendere qualcuno, quell’attenzione minuta ai dettagli che trasforma un gesto semplice in un gesto pieno. Ogni scatola nasce così, con un filo rosso che unisce le storie, con il rispetto per l’attesa, con il desiderio di restituire un po’ di meraviglia.
E anche chi non vuole una BBbox può prendersi tutto il tempo del mondo per scegliere un libro magari raro, un oggetto di artigianato creato da mani vere, un dono che somiglia a chi lo riceverà.
Considero Bookbank come un luogo di resistenza gentile: dove la lentezza non è un lusso ma una forma d’amore. In un mondo che corre, io scelgo di tenere accesa una scintilla di lentezza. È la mia ribellione natalizia: difendere la magia delle cose fatte a mano, dei libri scelti uno a uno, dei doni che portano con sé un pezzo di chi li ha pensati.
Il mio gesto ribelle? Prendermi il tempo necessario perché i regali siano davvero pensati con il cuore. Perché non c’è niente di più bello che preparare un dono… come quando lucidavamo le scarpe e lasciavamo la letterina per Santa Lucia. |